II DOMENICA DI AVVENTO

Il deserto, non più luogo minaccioso per l’uomo, non più luogo ostile, fortemente degradato (deserto/steppa), luogo che si contrappone alla terra coltivata, alla città, ma luogo nel quale si avvia il processo di purificazione, di liberazione,  dell’incontro con Dio: luogo ideale in cui il popolo riprende coscienza delle proprie origini e si purifica dei suoi peccati, dove JHWH riprende ad esercitare la sua iniziativa, la sua signoria.

È la speranza annunciata da Isaia

«Nel deserto preparate la via al Signore,

spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.

 Ogni  valle sia innalzata,

ogni monte e ogni colle siano abbassati;

il terreno accidentato si trasformi in piano

e quello scosceso in vallata.

 Allora  si rivelerà la gloria del Signore

e tutti gli uomini insieme la vedranno,

perché la bocca del Signore ha parlato Is 40, 3-5».

 

L’attraversamento del deserto è necessario per arrivare alla terra della speranza, alla città santa, la Gerusalemme del primo e del secondo Testamento.

Così, infatti, Marco, citando Isaia, inizia il suo Vangelo:

 Ecco , dinanzi a te io mando il mio messaggero:

egli preparerà la tua via.

 Voce  di uno che grida nel deserto:

Preparate la via del Signore,

raddrizzate i suoi sentieri” (Mc, 1,2-5)

 

Qui, il nuovo Isaia è Giovanni, che battezza nel deserto e proclama un battesimo di conversione per il perdono dei peccati e  precorre Colui più forte di lui (“io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali”,) che non battezzerà  con acqua, ma in Spirito Santo».

 

Anche la seconda lettera di Pietro (la seconda lettura di questa domenica) è un annuncio profetico sulla linea di Isaia e di Marco.Pietro annuncia il tempo dell’avvento, non precisa quando avverrà, sarà di certo il compimento della promessa ((éschaton), il compimento della salvezza

 

Una cosa però non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille  anni come un solo giorno.   Il Signore non ritarda  nel compiere la sua promessa, …Egli è magnanimo  con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi. (2Pt, 8-9)  

 

Ai cristiani è stato affidata la promessa di vivere  e saper  comunicare  la salvezza, che è al tempo stesso la “shalom” ( felicità e pace dell’A.T. ) e salvezza (sōtēria del N. T.): essere, cioè, pronti sempre a rispondere a chiunque domandi ragione della speranza che è in loro (1Pt, 3,15).

I cristiani aspettano “nuovi cieli  e una terra nuova, nei quali abita la giustizia  “, questa deve essere vissuta ” nella grazia e nella conoscenza del Signore nostro e salvatore Gesù Cristo“, e quindi attenti ” a non venir meno nella fermezza della testimonianza speranza nella salvezza,  deve essere un’attesa condivisa, generosamente condivisa, perché tutti (l’umanità intera) tutti abbiano modo di sperimentare l’amore di Dio.

 

II DOMENICA DI AVVENTOultima modifica: 2011-12-04T18:47:26+01:00da giva-1939
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