GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 1° GENNAIO 2012

 

 

 1 Dal 1968 la Chiesa,.il primo giorno dell’anno, celebra la “Giornate della Pace. Scorrendo i temi dei 45 messaggi dei Pontefici si coglie nei loro contenuti  la grande icchezza valoriale e pedagogica.[i]  Paolo VI promotore delle “Giornate” volle diventassero una mobilitazione “spirituale” delle comunità cristiane, ma anche un richiamo alle coscienze di tutti (persone singole e l’intera famiglia umana) perché veramente la”pace con il suo giusto e benefico equilibrio sia a dominare lo svolgimento della storia avvenire“.

Benedetto XVI, quest’anno, ha scelto come interlocutori privilegiati i giovani e si muove su un orizzonte educativo: « Educare i giovani alla giustizia e alla pace »,  Infatti, l’appello rende le nuove generazioni protagoniste della costruzione di un mondo improntato alla giustizia e alla pace. «Invito i giovani che hanno sempre viva la tensione verso gli ideali – scrive Papa Benedetto – ad avere la pazienza e la tenacia di ricercare la giustizia e la pace, di coltivare il gusto per ciò che è giusto e vero, anche quando ciò può comportare sacrificio e andare controcorrente».

 L’appello cade “in un tempo nel quale è diffuso il senso di frustrazione per la crisi che sta assillando la società, il mondo del lavoro e l’economia… Sembra quasi che una coltre di oscurità sia scesa sul nostro tempo e non permetta di vedere con chiarezza la luce del giorno….In questa oscurità il cuore dell’uomo non cessa di attendere l’aurora di cui parla il Salmista e il profeta Isaia” Tale attesa è particolarmente viva e visibile nei giovani, ed è per questo che il pensiero del Papa si rivolge ai giovani considerando il contributo che la loro giovinezza può donare e offrire alla società.

La pace, «dono di Dio» e opera da costruire insieme, ha bisogno dello slancio e dell’idealità proprie dei giovani.. Occorre non lasciarsi scivolare nelle pieghe oscure di un tempo, il tempo del futuro incerto, del lavoro che non c’è  Ebbene, proprio nella crisi va coltivata la speranza, anzi, occorre continuare a esprimere il desiderio di poter guardare con speranza il futuro”

 

Il messaggio del Papa è tutto rivolto all’azione dell’educare, a quell’atteggiamento costante che deve caratterizzare la nostra vita, quella pazienza di educarci alla vita buona del Vangelo; un messaggio rivolto ai giovani, ma che sollecita la responsabilità del mondo adulto.

Nelle parole del Pontefice ci sono richiami “universali”, che indicano questioni e campi d’azione molteplici, spunti per “educarci” alla collaborazione, alla fraternità, alla solidarietà, richiama soprattutto all’impegno di tutti: “Se molti uomini di poco conto, in molti posti di poco conto, facessero cose di poco conto, la faccia della terra potrebbe cambiare”.

 

2. Nel contesto della Giornata Mondiale della Pace , il Movimento Pax Christi Italia ha organizzato, a Brescia, il  suo convegno nazionale in preparazione della marcia della pace  del 1 gennaio 2012 . Il tema scelto è estremamente significativo. “Allontanare la paura. Plasmare una sicurezza comune.” La Pax Christi è impegnata coerentemente da tempo per il disarmo:

” Costruire un futuro senza atomiche e un’Italia smilitarizzata nell’economia e nella politica, nella cultura e nel linguaggio, nelle relazioni umane, nelle nostre città.” (Messaggio dal Convegno di Brescia nel sito del Movimento)

 

Mons. Bettazzi, interviene al Convegno sulla “battaglia  contro la corsa agli armamenti”, definendola vera grave piaga dell’umanità.

  Richiama il recente Magistero della Chiesa;  la Gaudium et spes (n. 81) “: “la corsa agli armamenti è una delle piaghe più gravi dell’umanità e danneggia in modo intollerabile i poveri; e c’è molto da temere che, se tale corsa continuerà, produrrà un giorno tutte le stragi, delle quali va già preparando i mezzi”; gli appelli di molti EpiscopatiSmettete di costruire armi, perché le armi, una volta costruite, vanno poi utilizzate e conclude Il disarmo, che si manifesta così come un preambolo naturale alla pace, diventa allora un impegno morale per un cristiano. Se infatti le religioni, che portano l’essere umano a riconoscere Dio creatore e padre di tutti gli uomini e quindi fonte di fraternità tra tutti gli esseri umani (e fu la grande intuizione che portò Giovanni Paolo II a invitare tutti i rappresentanti delle religioni ad Assisi nel 1986 e che ha portato Benedetto XVI a rinnovare l’esperienza nel 2011, aggiungendo, ai rappresentanti delle religioni, quelli dei non credenti di buona volontà) sono chiamate a essere coscienti e operose per un loro impegno di pace, dovranno allora farsi promotrici di un progressivo disarmo che, pur nella tolleranza di armamenti sufficienti a svolgere le operazioni di polizia mondiale, cioè di controllo di terrorismi e di violenze locali, cessino dalla ricerca e dalla produzione di armamenti sempre più raffinati, utili per guerre di conquista e di dominio, ma superflui per le attività di controllo. Per di più, il demandare agli organismi internazionali – in particolare all’ONU – questa attività per l’ordine mondiale, renderebbe inutili e superate le rincorse tra i produttori di armamenti per ottenere nuove commesse, e permetterebbe così di dirottare queste ingenti somme per operazioni di umanità e di pace.”

 

3. Anche  l’Assemblea Generale delle NazioniUnite istituì  nel1981 laGiornata Internazionale della Pace,  celebrata, annualmente, il 21 settembre: dovrebbe essere un giorno di pace e di non-violenza, invitando, a tale scopo, tutte le nazioni e le persone a cessare le ostilità durante quel giorno. La celebrazione di questa giornata ha avuto una debole eco non solo nei media e nelle agende delle Istituzioni, ma anche a livello di movimenti e di associazioni.[ii]    Eppure l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite aveva scelto, per la Giornata, un tema attuale Pace e Democrazia. Fai sentire la tua voce!”,prendendo atto che:

qualcosa di profondamente straordinario sta accadendo nel mondo. Giovani donne e uomini provenienti da ogni parte, stanno dimostrando la grande forza della solidarietà, unendosi e mobilitandosi in difesa della dignità e dei diritti umani a cui tutti aspiriamo. Questa straordinaria forza ha in sé tutto il potenziale per creare un futuro pacifico e democratico.”

 La Giornata Internazionale della Pace, pertanto, offriva a tutte le persone del mondo un’occasione unica,sotto l’egida delle Nazioni Unite, per organizzare eventi e intraprendere azioni per ricordare l’attualità e l’importanza dei principi di pace e di democrazia nella realtà quotidiana.

 

4. Altri due eventi importanti, accaduti in Assisi:

 

·         il primo, a fine settembre, l’ormai storica Marcia per laPace Perugia – Assisi, organizzata dal  Movimento pacifista italiano. Sono passati cinquant’anni dalla prima Marcia, organizzata il 24 settembre 1961 da Aldo Capitini.[iii] I pacifisti italiani, quest’anno, si sono convocati  appellandosi al tema del primo incontro “Per la pace e la fratellanza tra i popoli” e a conclusione è stato lanciato un appello sfida perché l’agenda politica dei diritti umani traduca in pratica il principio dell’interdipendenza e indivisibilità dei diritti umani – civili, politici, economici, sociali e culturali – e ridefinisca la cittadinanza nel segno dell’inclusione”;

 

·         il secondo evento (27ottobre) è la ricordata straordinaria convocazione di Benedetto XVI , nella città di Francesco, dei leader religiosi mondiali per pregare per la pace[iv]. L’incontro interreligioso dell’ottobre scorso con il logo “Pellegrini della verità, pellegrini della pace“, ha raccolto circa 300 partecipanti, compresi 176 esponenti di tradizioni religiose non cristiane e non ebraiche. Le testimonianze insistono sull’equazione “ricerca di Dio – ricerca della pace“.

«Sappiamo che spesso il terrorismo è motivato religiosamente e che proprio il carattere religioso degli attacchi serve come giustificazione per la crudeltà spietata», dice Benedetto XVI, che ricorda come anche «in nome della fede cristiana si è fatto ricorso alla violenza. Lo riconosciamo, pieni di vergogna».

Sul tema della pace collegata alla giustizia si innesta la presenza, accanto alle religioni mondiali, di un gruppo di non credenti, uomini e donne di scienza e di cultura, ai quali «non è stato dato il dono del poter credere e che tuttavia cercano la verità, sono alla ricerca di Dio».

P.S.  Mi sono a lungo soffermato a descrivere il lungo itinerario degli eventi che hanno avuto come tema  la pace , che hanno caratterizzato l’anno appena trascorso, che hanno visto  la partecipazione di molti, di molti che l’hanno invocata, coniugandola alle richieste di maggiore giustizia, uguaglianza, fratellanza,  democrazia; questo memoriale mi è sembrato doveroso a ridosso della celebrazione della giornata mondiale della pace da parte delle nostre comunità credenti. Purtroppo rimane la preoccupazione dell’indifferenza, della scarsa  audience dei temi che hanno costituito motivo delle giornate……Un esempio: di fronte ad una crisi  che colpisce la povera gente, che abbassa la qualità  e la quantità di servizi sociali, che riduce le speranze di futuro per tanti giovani, …..molti sono a chiedersi, perché l’inevitabile regime di austerità e di sacrifici non venga reso meno iniquo anche tagliando le spese militari (documento di Pax Christi9)[v]. Scoraggia il fatto come questo Governo, pur con la presenza di “credenti” impegnati, spesso in prima linea,  sul tema della pace, sembra tenacemente mantenere una linea conservatrice.

…..Non ci rimane che indignarci,  dobbiamo indignarci, fare sentire la nostra voce e dare voce a tutti coloro che lottano per la pace impegnandoci per il disarmo perché,  come proclama Pax  Christi,  oggi, disarmo vuol dire futuro . 




[i] I messaggi  di  Paolo VI attraversano anni difficili, violenti, di instabilità mondiale. Il suo primo messaggio (1968), è un tributo alla lezione mariteniana con l’affermazione che condizione essenziale per la pace è la promozione dei diritti dell’uomo. Montini, profeticamente, in quegli anni bui,   proclama la pace come realtà possibile (1973),  e traccia i sentieri  della pace “possibile”, richiamando “ciascuno” (la pace dipende da te – 1974)  e “tutti” ad un impegno di riconciliazione (1970 e 1975), riconoscendoci parte della famiglia umana (ogni uomo è mio fratello- 1971), di lavorare per un mondo più giusto ( se vuoi la pace, lavora per giustizia -1972; no alla violenza sì alla pace; se vuoi la pace , difendi la vita).

I 26 messaggio di Giovani Paolo II seguono, annualmente, non in sequenza tematica,diverse tracce::educare alla pace (1979- 2004); la verità forza della pace (1980 ); la libertà come presupposto della pace (1981- 1988-1991); la pace dono di Dio affidato agli uomini (1982 – 2000-2003), la pace nasce da un cuore nuovo (1984 -1986); è frutto del dialogo (1983 – 2001); la giustizia, lo sviluppo il rispetto dei diritti umani, il rispetto del creato:chiavi della pace (1987 –2002-1993- 1998 -1999-1990); dalla famiglia nasce la pace della famiglia umana (1994), il dovere dei credenti di costruire la pace (1992)…..

Papa Benedetto riprende il metodo pedagogico di Paolo VI, sviluppando organicamente i temi: nella verità, la pace (206), la persona umana, cuore della pace (2007); famiglia umana, comunità di pace (2008); combattere la povertà, costruire la pace (2009); se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato (2010); libertà religiosa, via per la pace (2011). Il tema della giornata del 2012è “educare i giovani alla giustizia e alla pace

 

[ii]Purtroppo questi eventi “buoni” non trovano spazio rispetto a quello ipertrofico riservato alle tragedie delle guerre, creando nell’opinione pubblica effetto di assuefazione “ben reso dall’immagine della famigliola che, udendo dell’ultimissima strage operata da kamikaze per le vie di Baghdad o di Kabul , continua tranquillamente a consumare la cena – una scena di raggelante cinismo, ovvero di diffusa indifferenza. (Vedi Giovanni Bianchi, editoriale di gennaio 2012 pubblicato nel sito dei Circoli Dossetti”)

 

[iii] Capitini descrisse l’esperienza della marcia  « Aver mostrato che il pacifismo, che la nonviolenza, non sono inerte e passiva accettazione dei mali esistenti, ma sono attivi e in lotta, con un proprio metodo che non lascia un momento di sosta nelle solidarietà che suscita e nelle non collaborazioni, nelle proteste, nelle denunce aperte, è un grande risultato della Marcia »

 

[iv]L’incontro avviene  a distanza di 25 anni dal primo indetto da Giovanni Paolo II e viene ricordato come uno degli eventi storici, più memorabili del secolo scorso..Da quel memorabile incontro presero avvio gli Incontri Internazionali interreligiosi della Comunità di Sant’Egidio, con lo scopo di promuovere la conoscenza reciproca e il dialogo tra le religioni, nell’orizzonte della pace. La Comunità di Sant’Egidio ha continuato a vivere lo spirito della Giornata Mondiale di Preghiera di Assisi del 1986, raccogliendo l’invito finale del Papa in quello storico incontro: “Continuiamo a diffondere il messaggio della Pace e a vivere lo spirito di Assisi”. Da allora, attraverso una rete d’amicizia tra i rappresentanti di differenti fedi e culture in oltre 60 paesi, la Comunità ha promosso un pellegrinaggio di pace, che ha fatto sosta, d’anno in anno, in diverse città europee e mediterranee.

 

[v] Emblematico è il caso del controverso e problematico cacciabombardiere Joint Strike Fighter, o F-35 è , in assoluto il cacciabombardiere più costoso della storia. L’Italia ne vorrebbe 131: se l’ordine resterà , costerà quanto una manovra finanziaria. E’ talmente caro che tutti i paesi interessati ci stanno ripensando, persino Israele e il Regno Unito hanno tagliato i programmi e il Pentagono ha ridimensionato le richieste.

“L’F35 è progettato per missioni di superiorità aerea e d’attacco al suolo, utilizzabile solo in missioni offensive, proprietà palesemente inconciliabili con il dettato dell’articolo 11 della Costituzione («L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali»). È accettabile che in questo momento il nostro Paese contribuisca a costruire ed acquisti un centinaio di strumenti di morte e di attacco investendo 13 Miliardi di euro? Ancora e sempre vale, tragicamente, il discorso alla Società Americana Editori del Presidente degli Stati Uniti, Dwight D. Eisenhower, dell’aprile 1953: «Ogni ordigno prodotto, ogni nave da guerra varata, ogni missile lanciato significa, infine, un furto ai danni di coloro che sono affamati e non sono nutriti, di coloro che sono nudi e hanno freddo».Francesco Lenci*, Unione Scienziati per il disarmo – Univ. di Pisa, intervento pubblicato dall’Unità il 28 dicembre

 

 

 

GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 1° GENNAIO 2012ultima modifica: 2012-01-04T23:50:56+01:00da giva-1939
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