Sabato 4 febbraio 2012

 

Dalle letture del giorno

 

Dalle letture del giorno

 1Re ,4-13  “Concedi  al  tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo tuo popolo così numeroso?”………       “. Ti concedo un cuore saggio  e intelligente: uno come te non ci fu prima di te né sorgerà dopo di te.   ..”.

 

Mc 6, 30-34Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato.  Ed egli disse loro: «Venite in disparte, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti  quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo  di mangiare…….. vide una grande folla , ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.”

Al giovane re Salomone, nell’ora dell’assunzione del potere, è concessa da Dio di chiedere una un dono e trovò accoglienza. Salomone chiede a Dio un grande buon senso per saper giudicare (valutare le situazioni con saggezza) e saper discernere (scegliere con intelligenza  ), in sostanza chiese saggezza nell’arte di governare. Salomone chiede un cuore docile…. e Dio gli concede un cuore saggio e intelligente.

Il libro della Sapienza, ricordando Salomone, insegna ” Se uno ama la giustizia,   le virtù sono il frutto delle sue fatiche. Ella infatti insegna la temperanza e la prudenza,  la giustizia e la fortezza, delle quali nulla è più utile agli uomini durante la vita ( Sap.8)”. Perché Dio è” scudo a coloro che agiscono con rettitudine”, fa loro comprendere l’equità e la giustizia,la rettitudine e tutte le vie del bene,  … la sapienza entrerà nel loro cuore  e la scienza delizierà il loro animo(Pro, 2, 1-10)“.

Marco racconta del “ritiro” che Gesù impone agli apostoli, ritornati dalla loro prima missione “Venite in disparte, in un luogo deserto, e riposatevi un po’, Gesù chiede ai suoi discepoli di prendere un po’ di riposo, di gustare con lui  il silenzio del “deserto”, certamente li ascolta, ma in primo luogo vuole che i suoi discepoli non si lascino prendere da quello stolido attivismo delle molte cose da fare., Il tempo è una risorsa preziosa, è un dono da impiegare per rigenerarsi, nello spirito, imparando a “gustare il silenzio”, a dare spazio al colloquio con Dio, a convivere con la Persona “Gesù”, a confrontarsi con la sua Parola.

Questa pausa non è chiude le porte alla sensibilità verso ciò di cui gli altri hanno bisogno: “Da tutte le città accorsero....” Gesù si ritrova immerso nella “tanta” folla che lo segue. “Ha compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose”. Gesù intuisce il male profondo di questo popolo, che non è tanto materiale, ma di smarrimento, di insicurezza, di mancanza di senso del perché penare e del perché vivere! Di questo popolo già in Ezechiele il Signore si era preoccupato, accusandone i capi di irresponsabilità e quindi di disordine e caos: “Guai ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo. Voi avete disperso le mie pecore, le avete scacciate e non ve ne siete preoccupati”.

Il sogno di Salomone e il vangelo di Marco  hanno molti punti di contuità.

Papa Benedetto, nella sua recente visita al Parlamento Federale della Germania, ricorda il sogno del giovane re, Salomone. Il racconto  consente al Papa di ricordare le virtù del politico ” Il criterio ultimo e la motivazione del suo lavoro per politico deve essere l impegno per la giustizia e creare così le condizioni di fondo per la sua realizzazione ” “Servire il diritto e combattere il dominio dell’ingiustizia è e rimane il compito fondamentale del politico

 I politici credenti hanno il tempo di misurarsi con una tale richiesta? Hanno il tempo di “mettersi in disparte…di no lasciarsi prendere da quello stolto.. di fare silenzio….di ascoltare la loro coscienza…di avere tempo di confrontarsi con la Parola  per ricavare da essa la saggezza e la sapienza necessarie per servire…. e pregare per ricevere i doni che Dio concesse a Salomone” un cuore docile, saggio e intelligente?

La compassione di Gesù per la folla è il punto di contatto. Gesù s’immedesima con i bisogni di quella folla e se ne fa carico Cosa si deve dire della società di oggi dove i poveri vengono emarginati, i deboli vengono calpestati, gli umili e i semplici sfruttati e manipolati da strumenti di persuasione e di potere che distruggono non più solo il corpo ma anche l’anima e la coscienza?  Il “politico credente può rimanere indifferente rispetto ai problemi gravi di giustizia posti dalla “crisi”, all’aggravarsi delle disuguaglianze?  Può “non vedere”, non  avere “compassione”?  Il Vangelo ci chiede di prendere parte, di avere “misericordia”, di “attivarci per la giustizia”. Quindi  “servire il diritto e combattere il dominio dell’ingiustizia è e rimane il compito fondamentale del credente politico

 

 

Sabato 4 febbraio 2012ultima modifica: 2012-02-04T19:15:00+01:00da giva-1939
Reposta per primo quest’articolo